Infinite mind’s oceans

starry

 

Ieri sera il cielo non era molto nuvoloso ed era possibile vedere le stelle…
Raramente capita di fermarci ad osservare a lungo le stelle… il cielo… l’universo…

Quanto siamo microscopici in confronto all’enormità infinita dell’universo?
Quanto siamo impotenti? Come delle piccole formiche che da un momento all’altro potrebbero essere schiacciate da un meteorite o da qualsiasi altro evento naturale…

Un universo infinito che, a pensarci bene, abbiamo anche al nostro interno.

Il nostro “io”… quanto è illimitato?

La nostra mente sembra permetterci di viaggiare mentalmente in mondi sconosciuti, attraversare oceani infiniti di pensieri e immagini… ricordi.

Noi ci troviamo immersi in un universo infinito… ma a nostra volta abbiamo al nostro interno un mondo vastissimo e sconosciuto, un oceano mentale di capacità e potenzialità che hanno solo bisogno di essere scoperte… realizzate… portate a galla… e portate nell’infinito universo.

Marco



 Time management

Oggi chiacchieravo con un amico al telefono…
Stasera chattavo con un ragazzo, ci pensavo…

Quanto tempo dedichiamo a cose che crediamo siano ‘fondamentali’ per la nostra vita e poi, quando è troppo tardi, ci rendiamo conto che in realtà non lo erano?

Capita a molti di dedicare anima e corpo in qualcosa in cui magari manco credono… solo perchè c’è una sensazione di “dovere”…

Mi diceva questo amico:

Adesso costruisci la tua vita… sennò rischi di trovarti a quarant’anni ancora a dire “mah… vorrei….”

 Già… adesso, ora, nel presente.

Non domani, dopo, fra un anno, fra cinque, dieci….

Perdiamo molto tempo a pianificare cose in un futuro che non sappiamo se arriverà… cose che potremmo concederci ora, oggi, in questo istante.

E’ dura… lo so… ma proviamoci… proviamo a diventare i manager della nostra vita e cerchiamo di dare spazio a tutti i nostri sogni, desideri, persone… senza rischiare di soffocarne alcuni… senza farli soffrire.

Marco



 Voglio vederti danzare…

Ci riflettevo l’altro giorno.

L’ho constatato di persona.

La danza è liberatoria, è espressiva… libera la mente dalle preoccupazioni, dalle prigioni mentali, dagli ostacoli costruiti ad-hoc da noi stessi…

Dovremmo concederci più spesso di ballare, di lasciare che il nostro corpo si muova da solo… che la nostra anima conduca il gioco senza che la razionalità la governi…

Mandiamo a casa le nostre tempeste mentali…

Concediamoci un po’ di tregua,

Marco



 La crisi

Questo è un periodo di crisi economica…

Dell’Economia Reale

sentiamo dire in tv…

NO

Non è crisi dell’economia reale, è crisi di un sistema, è una crisi generale che a mio avviso potrebbe essere occasione di “riscatto” per tutti…

Questo è un momento importante per la nostra storia…
Un momento di riflessone che, spero, ci porti ad un’idea di economia e di vita diversa da quella che c’è ora…
Una riflessione che ci faccia veramente crescere, tutti, e ci porti in un mondo dove le guerre diventino utopia, dove tutti collaborano per il benessere collettivo, dove non esistono multinazionali disposte a tutto pur di arricchirsi, anche a discapito della salute delle persone…

Chissà dove arriveremo nei prossimi mesi, nei prossimi anni…

Butteremo via quest’opportunità cercando di instaurare di nuovo un modello fallimentare come quello attuale?
Sfrutteremo l’occasione per migliorare e evolverci?

Chi lo sa…

nota1
Imagine there’s no heaven
It’s easy if you try
No hell below us
Above us only sky
Imagine all the people
Living for today…

Imagine there’s no countries
It isn’t hard to do
Nothing to kill or die for
And no religion too
Imagine all the people
Living life in peace…

You may say I’m a dreamer
But I’m not the only one
I hope someday you’ll join us
And the world will be as one

Imagine no possessions
I wonder if you can
No need for greed or hunger
A brotherhood of man
Imagine all the people
Sharing all the world…

 

You may say I’m a dreamer
But I’m not the only one
I hope someday you’ll join us
And the world will live as one

nota1

A presto,

Marco



 Il volo

Ultimamente c’è molto vento dalle mie parti…
C’è un aria fredda, gelida… che ricorda l’inverno che in teoria dovrebbe essere appena uscito dalla porta di servizio per dar spazio, sul palcoscenico, alla primavera.

Un vento che appare invadente, fastidioso… brrr

Un vento che, però, se ci vogliamo fermare un attimo… ci dona tante belle sensazioni…

Basta mettersi ad occhi chiusi e sognare… sentire l’aria che ci accarezza la pelle, che scorre fra i nostri capelli..

Ed ecco quindi che anche un fenomeno atmosferico che ci appariva fastidioso.. ci regala delle sensazioni che magari non avremmo immaginato…

Sensazioni di libertà, di apertura…

Auguro a tutti di volare, sempre e comunque…

Marco



 Ed eccoci di nuovo qui…

Eh già…

chi l’avrebbe mai detto?
Ne sono passati di anni dal mio ultimo post… dalla chiusura definitiva di questo blog che, solo qualche giorno fa, ha ripreso vita…

E dunque.. come mai la decisione di riaprire questo piccolo angolino di mondo virtuale?

Beh le motivazioni sono tante…

Questo post del lontano Maggio 2006 credo rimanga ancora valido:

Ciao a tutti ^_^

Eccomi alla mia prima bloggata.
Vi sarete chiesti come mai mi è saltata in mente l’idea di scrivere un blog… beh.. le motivazioni sono molte…
L’idea iniziale è stata quella di aprire uno spazio dove scrivere riflessioni su ciò che mi circonda, ci circonda..
su quello che avviene in questo mondo, nel nostro mondo, intorno a noi… insomma una sorta di ‘foglio’ virtuale dove buttar giù idee, spunti e riflessioni che man mano mi vengono in mente.. e perchè no.. discuterne insieme a voi…

Ah, un avvertimento… non fate caso ai miei orrori di grammatica italiana
ciao,
Marco

Un invito che desidero fare a tutti coloro che leggeranno questo blog è il seguente:

Iscrivetevi, sentitevi liberi di commentare, criticare, gettare nuovi spunti di riflessione… è ciò che desidero…

Grazie ^_^

A presto,

Marco



 La melma del lago. L’ipocrisia.

Ne parlavo sabato sera con un amico.
Ho avuto modo di pensarci altre volte in passato.

La trasparenza delle parole e delle persone è messa in pericolo dall’ipocrisia.
Così come la melma ricopre lentamente un lago, un lago trasparente che pian piano diventa verdino, puzzolente, stagnante. Vecchio.

L’ipocrisia… una malattia strana… difficile da comprendere… come si forma? Forse per eccesso di stagnazione… forse perchè l’acqua che rendeva trasparente il nostro lago ha smesso di scorrere nelle nostre vene.
Forse perchè si è deciso che:

Adesso basta, ho appreso abbastanza.

Forse perchè si è dimenticato che la vita è un continuo divenire e che non bisogna smettere mai di apprendere… di immergersi sotto la cascata degli eventi e farsi trapassare, filtrandone gli elementi, come quando si filtra dell’acqua torbida con un filtro di carta, fermando su di se solo l’anima che vive dentro ognuno di essi.

Ci sono varie forme di ipocrisia, più o meno evidenti… c’è l’ipocrisia palese, la falsità che tutti possono constatare e quella che invece è invisibile a molti.
Un’ipocrisia sottile che s’insinua come fa l’acqua fra le roccie di una montagna.

La vedo più spesso, spacciata come forma di gentilezza, come forma di cortesia, come forma di bonton.

Ed è in questi casi che mi sento di dire, bruciate i manuali di buona educazione e quelli del bonton… se servono solo a creare maschere e falsità.

Ciò che è importante è il rispetto del prossimo, il confine fra falsità e buona educazione… fra essere buoni ed essere buonisti, è sottile.

Bisogna saperla distingure..

Se si vuole emergere dalla torbidità di questo lago ormai appassito, e, come fecero tempo addietro gli anfibi, trasferirsi sulla terra ferma, su prati incontaminati e limpidi… dove lo sterco della società non è ancora giunto e dove la melma non può proliferare.

Ciao,
Marco



 Non lo sapevo..

Certa gente non ha di meglio da fare che criticare sempre e perennemente le scelte degli altri.. attaccarli in qualsiasi modo e senza nemmeno attaccare il cervello.

Beh.. parlando con questo mio compagno di università, che devo dire si dimostra sempre molto ‘acuto’ con le sue idee (vedi quella sulla dittatura), è saltato fuori il link www.nonlosapevo.com

Aspettate ad aprire il link.

Troverete un video che mostra come viene prelevata la pelle, usata per far pelliccie e bordure di cappotti, dagli animali. Raccapricciante.

Ebbene,  questo mio compagno mi ha fatto presente questo sito con l’unico scopo di attaccarmi e criticarmi in qualche modo (così come ha fatto altre volte)

Beh è molto triste…
Io ho un cappotto della Woolrich. Ebbene… la woolrich usa quei metodi per procurarsi le pelliccie che poi usa per i suoi cappotti.

Non posso dire che non lo sapevo, non posso fare l’ipocrita.
Lo sapevo o comunque lo immaginavo.

Nonostante questo ho comprato quel cappotto.
Fregandomene altamente del fatto che avrei finanziato un’azienda che usa metodi sconvolgenti per fabbricare i suoi capi.

Questo è successo tanto tempo fa.. diciamo a Novembre - Dicembre 2005.

La gente cambia. Ma non per tutti questo è evidente.
In questi ultimi 6 - 8 mesi ho cambiato di molto il mio modo di vedere le cose…

Ma certo, ora si potrà dire che mi sto soltanto giustificando…

Si dica quel che si vuole.
Dal canto mio so che ci mediterò sopra e che l’intenzione è di venderlo e il ricavato darlo in beneficenza a Save The Children o a qualche altra associazione. Ci penserò.

Non lo sapevo, non sapevo di essere così cretino all’epoca.

Ora lo so, e sono contento di essermi pian piano svegliato.

p.s.
Questo è il primo e ultimo post in cui parlo di me e della mia vita in modo diretto.
ciao,
Marco



 Uno, nessuno, centomila

Chi siamo noi?
Chi sei tu?

No.
Fermo.
Aspetta.. Non rispondere subito. Pensaci.

È difficile rispondere. Per nulla immediato.
Siamo l’immagine che le altre persone hanno di noi?
Siamo quello che sentiamo dentro di noi?

Forse a questo punto vale la pena chiedersi… È necessario preoccuparsi dell’immagine che gli altri hanno di noi?

Beh.. si e no.
Noi siamo centomila …  centomila maschere diverse … dal punto di vista di ogni singola nostra conoscenza.
Ma siamo anche una sola persona, una sola identità, la nostra, il nostro io profondo… il quale risulta a volte oscuro anche a noi stessi…

Un paio di sere fa, Sabato sera.. notte, per la precisione, passeggiando e chiacchierando, un amico mi ha espresso il suo rammarico per l’immagine che altre persone hanno di lui.
Capita spesso anche a me.. di scontrarmi con immagini di me stesso che non sento mie, che non mi appartengono… e mi chiedo… perchè queste immagini nascono?

Forse perchè molto spesso siamo poco trasparenti… non riusciamo a trasmettere il nostro io agli altri, non riusciamo a farci vedere per quel che siamo… o forse.. perchè sono gli altri.. che non riescono a scorgere ciò che c’è di vero.. cosa c’è di essenziale, nella nostra persona. Nella nostra immagine, nell’anima.

A volte ci chiediamo cosa siamo, chi siamo, come siamo… e scontrarci con queste impurità ci rimette in discussione.

Tutti, nessuno escluso, dovremmo iniziare a vagliare più a fondo la personalità delle persone che conosciamo, non fermarci in superfice, eliminare le impurità e le apparenze…
come quando si filtra dell’acqua torbida, filtriamo l’essenza di ognuno.

E se qualcuno mostra di non aver colto il nostro essere, non prendiamocela con noi stessi…
Prendiamocela con chi, invece, non ha saputo, o voluto, cogliere il nostro io… prendiamocela perchè è ora che finiscano queste superficialità.. queste discriminazioni basate sulle apparenze.

ciao,
Marco



 Viva la dittatura!!!

Qualche giorno fa ho avuto una spiacevole discussione con un ragazzo che frequenta con me l’università.
Tra le varie critiche ad un certo punto è salatata fuori la domanda (da parte sua):

Beh chissà perchè molta gente al nord rimpiange la dittatura. Non te lo sei mai chiesto?

Devo dire che un’affermazione del genere mi ha lasciato esterefatto. Allibito.
Ma chi mai potrebbe desiderare una dittatura?
Chi, forse, preferisce non doversi occupare di nulla se non del suo orticello fregandosene delle sorti del suo paese e del mondo?
Chi non vuole avere troppe preoccupazioni e ritiene sia meglio lasciare tutto in mano al tiranno di turno che fa un pò quel che gli pare e reprime idee contrarie alla sua?
O forse invece sono quelle persone che condividono l’uso della violenza come ‘arma’ per portare del bene? (poveri illusi)

Mi chiedo.. ma chi potrebbe mai desiderare che la sua libertà sia annullata per il bisogno altrui?

E per piacere… non mi si venga a dire che durante le dittature ci sono stati anche dei benefici… ci mancava pure che ci fossero solo cose negative…

Posso capire che gli anziani preferiscano la monarchia o la dittatura rispetto ad una democrazia… faccio fatica .. ma posso capirli…
Ma che anche ragazzi giovani saltino fuori a dire queste cose… mi cadono le braccia…

Forse faccio bene ad essere pessimista sul futuro del nostro mondo e della nostra ‘civiltà’…

In basso trovate un video che sintetizza bene la situazione attuale…
Riporto qui le parole del video (per chi non riuscesse a vederlo)

AGLI ITALIANI, PIACE LA FRUSTA?

Buonasera, buonasera
Mah si.. io direi che la frusta.. a noi Italiani.. è sempre piaciuta, senza dover fare necessariamente riferimento al cosiddetto fascismo.. che poi fascimo non era, è stato dipinto come .. come tale.
Io.. direi che.. gli gli Italiani sono contenti quando sono.. sono dominati!
Addirittura, quando è mancata la figura forte del.. furbacchione che assumesse la responsabilità di saccheggiarci.. li invocavamo da fuori!
Ehy Spagnoli! Ehy Francesi! Ehy Austriaci! Venite! Venite! Dominateci! Fateci sentire.. un pò di polso!
Perchè ci piace!
Quindi quindi.. non c’è dubbio che la legge Gasparri.. che poi l’abbia scritta lui o qualcun’altro non ha nessuna importanza.. è una legge.. non soltanto una legge bubububuona ma è una legge.. che ci riporta alle nostre origini..
Io spero.. come ho sempre detto e scritto.. che si possa col tempo tornare alle caverne.. perchè è da lì che veniamo, è intuile, poi ci giriamo intorno.. la gente ha voglia di clava! Ne sente la mancanza. L’Italiano da lì viene! E il pluralismo di voci, la libertà d’espressione.. non ci appartengono come tante altre cose.
L’Italiano per esempio, anche questo bisognerà trovare il coraggio di dirlo, l’Italiano per sua natura.. No! L’italiano non saluta! Sono stati i francesi che ci hanno imposto e il buonagiornata e il buonaserata arrivederci e compagnia.. bella. Fino dall’antichità l’Italiano è abituato a svegliarsi e andare dritto al bar a prendere un cappuccino senza guardare in faccia a nessuno.. questa è storia. Prima che poi venisse riscritta da una certa sinistra.. perchè non tutta la sinistra.. sa scrivere.

[cut]

Il fenomeno.. della.. libertà d’espressione non appartiene alla nostra tradizione!
L’abbiamo assimiliato.. si.. ma.. ma controvoglia! È una conquista importante ma non la metterei tra le più importanti.. non la metterei al primo posto .. non la metterei con delle altre conquiste che sono più importanti… come.. la .. la luce elettrica per esempio.. la ruota.. la ruota.. la palla! La palla rappresenta un momento più significativo. La libertà d’espressione è importante .. ma non appartiene alla nostra tradizione. Direi piuttosto che appartiene ad una tradizione anglosassone.. anzi più sassone che anglo. Sassone.. grande popolo ma sono gli stessi… ricordiamoci.. che crocefiggevano le mogli.

da “RaiOT” prima (e ultima sugli schermi televisivi) puntata, “Intervista a Ludovico Cerchiobot”

ciao,
Marco